Greenpeace: il nuovo rapporto sulla moda

Dopo sette anni da Detox

Sono ormai passati sette anni dal lancio della campagna Detox, e in questi giorni Greenpeace ha pubblicato un nuovo rapporto che valuta i progressi fatti dalle aziende, in merito al rispetto ambientale. Un esperto del settore ha illustrato in un recente articolo la situazione generale che è questa: “Il settore dell’abbigliamento ha un enorme impatto ambientale sul pianeta, oltre a consumare una grande quantità di risorse naturali, in molti casi inquina il suolo e i corsi d’acqua e rilascia sostanze chimiche pericolose nell’ambiente. Per invertire questa allarmante tendenza e rendere consapevoli i consumatori, Greenpeace ha lanciato nel 2011 la campagna Detox my fashion per chiedere alle aziende di moda di eliminare dai propri processi produttivi entro il 2020 le sostanze nocive per la salute umana e l’ambiente.”

Il nuovo rapporto

Greenpeace Germania a distanza di sette anni ha pubblicato il rapporto Destination zero – Seven years of detoxing the clothing industry, un rapporto che ha analizzato i progressi fatti dalle ottanta aziende che hanno accettato  di partecipare a quella che si può definire una sfida; a tal proposito Bunny McDiarmid, direttrice esecutiva di Greenpeace International ha dichiarato: “Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi in avanti nell’eliminazione delle sostanze chimiche pericolose che inquinano le acque del pianeta. Questo importante cambio di direzione nell’industria dell’abbigliamento è stato senza dubbio innescato dalla campagna Detox, grazie alla quale le aziende hanno iniziato ad assumersi le proprie responsabilità sull’intero processo produttivo, non limitandosi a garantire la sicurezza del solo prodotto finito”.

Italia in primo piano

Tra queste  ottanta aziende impegnate a ridurre il proprio impatto ambientale vi sono molti  marchi di alta moda e di abbigliamento sportivo, ovvero un buon quindici per cento della produzione mondiale dell’abbigliamento e di queste circa 60 sono aziende italiane; l’impegno italiano risulta essere concreto infatti è è stato accettato da numerose aziende tessili del distretto di Prato un patto collettivo per eliminare le sostanze tossiche dal processo produttivo, è nato anche  il Consorzio italiano detox (Cid), per la gestione  della sostenibilità ambientale nella moda. Per contribuire a ridurre l’inquinamento da industrie tessili è utile comperare vestiti e biancheria usata, se sei interessato visita questo sito

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