Huawei, ecco quale sarà la contromossa per rispondere a Google

Tutti se lo stanno chiedendo e, in effetti, ha preso il via una sorta di psicosi per chi ha in mano un dispositivo targato Huawei. Il rapporto interrotto con Google è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno e il gruppo cinese ha deciso di passare alla controffensiva. Se la mossa di Washington di mettere Huawei nell’angolo, inserendo il colosso nell’elenco di quelle società con cui è vietato stringere accordi commerciali, era attesa una risposta. Ed ecco che è arrivata.

Il sistema operativo Huawei verrà lanciata in autunno o, al massimo, in primavera

Al giorno d’oggi gli smartphone Huawei sono particolarmente diffusi, vista l’affidabilità che viene garantita soprattutto nella navigazione sul web, andando alla ricerca di tutti i gratta e vinci online sicuri oppure svolgendo qualsiasi altro tipo di attività in modo rapido e pratico. La vera notizia è che chi possiede uno smartphone Huawei non deve certo preoccuparsi, visto che la contromossa è già nell’aria. E tale risposta è stata già ben definita: si tratta del sistema operativo “made in Huawei” che, in seguito al blocco degli aggiornamenti Android, dovrebbe essere lanciato nel più breve tempo possibile sul mercato. Probabilmente dovrebbe sbarcare in commercio già nel corso della stagione autunnale e, in ogni caso, non dovrebbe tardare oltre la primavera 2020. Le rassicurazioni arrivano direttamente da Richard Yu, la figura a capo della divisione consumer business di Huawei con sede a Shenzhen. Insomma, tutti i rumors che stavano circolando nel corso degli ultimi giorni sui media cinesi si sono rivelati esatti e fondati.

Come è stato riportato dal Global Times, l’obiettivo di Huawei con tale mossa è quello riuscire ad acquisire un carattere di indipendenza e individuare delle soluzioni alternative al sistema operativo di Google. Intanto, è arrivata un’altra notizia molto interessante: il gruppo Panasonic, giapponese, ha comunicato in via ufficiale di aver stoppato ogni tipo di accordo commerciale con Huawei, con l’intenzione di seguire i vincoli che sono stati imposti dagli Usa.

Cosa è successo tra Huawei e Google?

Solamente pochi giorni fa, Google ha decretato la sospensione di ogni tipo di attività da svolgere insieme a Huawei, a parte le transazioni che riguardano hardware e software che rimangono sotto licenze open source. Delle intese più che milionarie sono crollate all’istante. In poche parole, la scelta di Trump è stata quella di porre un veto alle aziende americane nell’intrattenere qualsiasi tipo di rapporto con delle compagnie straniere su cui pende l’etichetta di rischio per la sicurezza della nazione a stelle e strisce. Quindi, i nuovi device mobili targati Huawei non avranno più l’accesso garantito ai servizi maggiormente noti, come ad esempio Google Play Store, Gmail e YouTube. Ad ogni modo, è bene mettere in evidenza come il colosso cinese può ancora sfruttare l’attuale variante del sistema operativo Android messa a disposizione mediante una licenza open source. È abbastanza facile intuire come quest’ultima versione del sistema operativo sia caratterizzata dall’assenza di un gran numero di funzionalità importanti e decisamente più problematica e difficile da implementare. Huawei ha voluto comunque rassicurare tutti: gli update di sicurezza e i servizi post-vendita ai vari device mobili Huawei e Honor esistenti verranno ancora garantiti.

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